La mia amante è il potere  

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Questa affermazione di Napoleone ci fa ben comprendere il suo animo.
Egli aggiunge che ha penato troppo per raggiungerlo e che quindi sarà difficile che qualcumo possa insidiarglielo.

Un'altra considerazione molto profonda è questa: " per quanto si possa dire che il potere è giunto spontaneamente da me, io posso affermare che mi è costato pene, dolore ed epedienti".
Insomma Bonaparte ancora una volta vuole dare un'immagine di sè, piena di orgoglio e di ambizione.
Egli risponde  a tutti coloro che pensavano   che solo le circostanze favorevoli avessero favorito la sua subitanea ascesa al potere, sottolineando, invece come solo la sua abnegazione, il suo indefesso lavoro, la sua potente applicazione,  avessero potuto produrre il risultato di farlo divenire l'uomo più potente della terra.
Egli comprende di avere avuto dei doni della natura al di fuori del normale, capisce che nessuno dei suoi familiari  potrebbe sostituirlo.
Bonaparte sa che la sua stella si spegnerà con lui, ma tenta lo stesso di costruire una dinastia.

I reduci di Waterloo: Gebhard Leberecht von Blücher  

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Colui che ha vinto la battaglia di Waterloo non è Napoleone sconfitto, non è Wellington, che alle quattro ripiega e alle cinque si dispera, non è Blücher, che non ha proprio combattuto; colui che ha vinto la battaglia di Waterloo è Cambronne. Poiché fulminare con una tale parola il nemico che vi annienta, vuol dire vincere.
Victor Hugo

waterloo


Il feldmaresciallo Blucher sopravvisse solo quattro anni alla grandiosa battaglia di Waterloo.
Dopo l'occupazione di Parigi egli intendeva far saltare il Ponte di Jena, fatto costruire da Napoleone nel 1807 e che era terminato appena un anno prima.
Solo l'intervento di Luigi XVIII riuscì a evitare che il ponte saltasse.
Blucher tornò in patria e si dedicò principalmente al suo hobby preferito: il gioco d'azzardo.
In patria il feldmaresciallo era molto popolare e gli furono perdonati questi suoi eccessi nel gioco, anche perché lo stesso Federico Guglielmo III lo aveva in simpatia.
Le sue condizioni di salute, però cominciarono man mano a peggiorare fino a che nel 1819, il 12 settembre all'età di settantasette anni morì.


Si disse che ad aggravare le sue condizioni di salute fu una caduta da cavallo avvenuta per "farsi bello" al cospetto di alcune signore.

Aforismi, frasi celebri, citazioni dell'Imperatore  

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Napoleon

  • L'homme n'est qu'un animal plus parfait que les autres et qui raisonne mieux
  • La menzogna passa, la verità resta
  • La tragedia infiamma l'animo,solelva il cuore, crea eroi
  • La pubblica istruzione è la prima molla del governo
  • Senza giustizia non vi è forza
  • L'immaginazione governa il mondo

Qui morì Napoleone  

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1821
In questa piccola sale di Longwood, nell'isola di Sant'Elena, morì Napoleone Bonaparte.
Era il 5 maggio 1821.

I cento giorni di Joseph Roth  

Posted by: Antonio Grillo


I Cento Giorni di Joseph Roth è un libro di un fascino particolare.
Come lo stesso autore racconta l'intento del libro non è quello di fare una narrazione storica di un periodo dell'epopea napoleonica, ma quello di fare un ritratto dell'Imperatore Uomo.
" Vorrei fare di un grande un umile" queste le esatte parole che Roth usa per spiegare la sua opera.
Contrapposta alla monumentale figura dell'Empereur c'è quella di una donna: Angelina Pieri.
Due figure che non potrebbero avere niente in comune, ma le cui storie si fondono e forse in qualche modo si assomigliano.

L'atto di nascita del Re di Roma  

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Estratto dell'atto di Nascita del figlio di Napoleone.


Sua Maestà l'Imperatore
ci ha dichiarato essere sua intenzione che il re di Roma riceva i nomi di Napoléon, François, Joseph, Charles.»

Napoléon era il nome di suo padre,

François quello del nonno materno,

Charles quello del nonno paterno;

quanto a Joseph si ricorda che Giuseppe Bonaparte fu il padrino del bambino con Ferdinando III di Toscana, presente in luogo di suo fratello, l'imperatore Francesco I d’Austria.

Come avere successo: il metodo Napoleone  

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Napoleone
Strategie vincenti, organizzazione, to do list, efficacia ed efficienza, time management.Il web è pieno di pagine che cercano di insegnare come avere successo nella vita, come raggiungere le vette più alte nel proprio lavoro, ma non solo.
Ogni tanto viene fuori un guru che cerca di propinare la sua ricetta miracolosa, ma perchè non prendere a riferimento l'uomo che nella storia è riuscito più di tutti?
Napoleone era nato in una piccola isola in un periodo di grossi sconvolgimenti sociali, era di buona famiglia, ma non era nè ricco nè nobile, nè apparteneva alla Chiesa.Malgrado ciò divenne l'uomo più potente della terra.
Come fece?
Qual è stato il suo metodo?

Bonaparte non lasciava nulla al caso, cercava di studiare ogni questione nei minimi particolari, non si trovava mai impreparato.
Seguiva decine di impegni contemporaneamente, utilizzando come metafora quella dei cassetti.Ogni problema era un cassetto aperto, egli saltava da un cassetto all'altro in maniera instancabile.Si riposava quando tutti cassetti erano chiusi.
Diciamo che si trattava di GTD ante litteram, con un eccezione però difficilmente Napoleone delegava qualcosa a qualcuno.
Bonaparte amava leggere documentarsi costantemente e si interessava di tutto.
Inoltre egli era costante, non amava le frivolezze e le vacanze, soleva dire infatti che come era necessario nutrirsi ogni giorno così anche il lavoro doveva essere quotidiano.
Un metodo da approfondire, ma sicuramente efficace.

Napoleone e i Napoletani: raccomandazioni al fratello Giuseppe  

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Giuseppe bonaparte
Siamo nel 1806 e Napoleone trova il tempo di scrivere al fratello Re di Napoli per alcune utili raccomandazioni.
" Caro fratello, vi fidate troppo dei Napoletani: devo mettervi in guardia soprattutto per quanto riguarda la cucina e la vostra sicurezza personale, senza precauzioni correte il rischio di essere avvelenato o assassinato.
...di notte nessuno deve entrare nella vostra camera, ad eccezione del vostro aiutante di campo. La porta deve essere chiusa dall'interno e voi stesso aprirete al vostro aiutante solo se siete sicuro che sia lui. Il vostro aiutante, poi dovrà bussare alla vostra porta solo dopo aver chiuso la sua per essere sicuro che nessuno lo abbia seguito....
Fidatevi della mia esperienza.