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La mia amante è il potere

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La mia amante è il potere. Per conquistarlo ho fatto troppo, per lasciarmelo portare via o lasciare che lo insidino. Per quanto voi diciate che il potere è venuto a me spontaneamente, io so che mi è costato pene, veglie espedienti. Indubbiamente, le condizioni post rivoluzionarie hanno favorito l'ascesa di Napoleone, ma è anche vero sottolineare le sue parole. Egli agognava e ambiva il potere, o comunque voleva lasciare una traccia della sua esistenza. Per questo non ha tralasciato niente e il suo attivismo è stato quasi maniacale. Una forza di volontà ferrea, un focus sugli obiettivi da raggiungere costante nel tempo. Le sue sconfitte finali, furono anche il frutto di una certa stanchezza fisica e mentale che affievolirono un poco le sue doti di instancabile lavoratore. Forse il potere, la sua amante, al fine lo aveva tradito.

Napoleone. La mia amante è il potere

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La mia amante è il potere Più che la gloria, Napoleone amava il potere. Bonaparte era un conduttore di uomini. Giovane generale nella prima campagna d'Italia con il suo carisma riuscì a farsi seguire sia dalle truppe che dagli ufficiali. La carriera di Napoleone fu costellata sempre da questa sua capacità. I suoi uomini andavano a morire per lui. Il grido di Vive l'Empereur riecheggiava per tutto il territorio francese. Related : Vive l'Empereur, la pagina Facebook dedicata a Napoleone Napoleone amava il potere, ma egli ricambiava quest'amore riversandolo su i suoi sudditi. Spesso Napoleone è stato definito uomo del destino come se la sua ascesa fosse stata scritta nelle stelle e fosse dipesa da una serie di circostanze positive e fortunate. Bonaparte si rendeva conto di questo pensiero e comune e volle fare questa precisazione.  " ...per quanto si possa dire che il potere è giunto spontaneamente a me, io posso affermare che mi è costato pene, ...