giovedì, novembre 25, 2021

Jena e Auerstadt le battaglie che umiliarono i Prussiani

I Prussiani che pensavano di avere un invincibile esercito sconfitti ed umiliati da Napoleone.

napoleone jena



Le due battaglie quella di Jena e quella di Auertstadt furono delle vere e proprie umiliazioni per l'esercito prussiano e per tutta la nazione.

I Prussiani dai tempi di Federico il grande si considerevano una potenza invincibile militarmente per cui l'impatto della debacle che subirono fu per loro devastante.


La quarta coalizione


Siamo tra il 1806 e il 1807.  Russia, Prussia, Gran Bretagna, Sassonia e Svezia si coalizzano contro la Francia dando vita a quella che venne denominata la quarta coalizione.

Le operazioni militari dei Prussiani fin da subito denotarono confusione e incertezza. I piani di battaglia furono molteplici prima di essere convinti di quale seguire.
Trapelava tra i capi dell'esercito una certa inquietudine nell'affrontare la Grande Armata e Napoleone che ormai aveva fama di invincibile condottiero.

Jena

battle Jena


La battaglia di Jena cominciò con le truppe francesi che marciarono verso nord non incontrando nessuna resistenza. Sono gli uomini del generale Lannes che nei dintorni di Jena si accorsero della presenza dell'esercito prussiano, della qual cosa venne informato Napoleone.

L'Imperatore era convinto di trovarsi di fronte l'esercito prussiano quasi al completo, ma si sbagliava.
Bonaparte, infatti era stato messo fuori strada dalla mancanza di decisione e della confusione che regnava all'interno del vertice di comando prussiano.

L'intrepido e valoroso generale Lannes ricevette l'ordine di attaccare e lo fece insieme ai generali Suchet e Gazan. Le truppe di Lannes portarono scompiglio fra le fila prussiane, ma lo stesso Lannes si spinse troppo avanti, oltre le linee francesi.

Lannes fu costretto a fare una marcia precipitosa all'indietro e compiendo alla perfezione la manovra protetto dalla fanteria leggera francese.

Gli errori di Ney


Jena


All'improvviso una crisi si aprì nello schieramento francese. Sul campo di battaglia fece la sua comparsa Ney con 3000 uomini con il compito di rafforzare l'ala destra dell'esercito nel punto dove operava Suchet.

Ney preso dalla foga della battaglia, ardimentoso come non mai commise lo stesso errore di precipitazione che farà qualche anno dopo a Waterloo quando era a capo della cavalleria. 
Il futuro Principe della Moscova,  quello che era denominato il più ardito fra gli arditi non rispettò gli ordini, ritenendo coperta la posizione dii Suchet e si slanciò oltre le linee sguarnendo il centro.

I Prussiani non riuscirono a intravedere la possibilità di decimare le truppe di Ney rimaste allo scoperto e temporeggiarono troppo ancorati ai rigidi piani di battaglia, incapaci di valutare le circostanze favorevoli.
Napoleone si accorse  del pericolo e tamponò la falla che si era aperta con la sua guardia Imperiale.
Dopo la battaglia Ney fu aspramente rimproverato dall'Imperatore.

La ritirata prussiana


I Prussiani furono incapaci di reagire al successivo attacco francese e ruppero le linee in una precipitosa ritirata.
I Prussiani lasciarono sul campo 10.000 uomini,  15.000 i prigionieri e 150 pezzi di artiglieria .

Auerstadt

Auertstadt


A Jena Napoleone pensava di avere di fronte il grosso dell'esercito prussiano, ma si sbagliava perchè ben 50.000 uiomini con a capo il re Federico Guglielmo e il duca di Brunswick erano nei pressi di Auerstadt.

Lo stesso errore che aveva fatto Bonaparte lo fecero i Prussiani che pensavano di avere di fronte il grosso dell'esercito francese e lo stesso Napoleone.

La perizia di Davout e la timidezza prussiana

Davout



Tale convinzione invitò i Prussiani alla prudenza e quasi all'inazione preoccupati delle mosse di Napoleone. Tutto ciò permise al generale Davout di potersi organizzare a Hassenhausen.

Una volta rafforzata la propria posizione difensiva Davout passò all'attacco. I Prussiani ancora una volta furono timidi nella controffensiva pensando a una strategia di Napoleone.
L'errore fu gravissimo perché furono spazzati via e costretti a una precipitosa ritirata e lo stesso duca di Brunswick ucciso. Negli scontri per poco non venne catturata la regina Luisa.

Con la metà degli uomini Davout sconfisse duramente i Prussiani.  27.000 gli effettivi Francesi contro 50.000 Prussiani che persero ben 13.000 uomini.

La ritirata prussiana fu resa ancora più difficile dalla cavalleria di Murat che incalzò i fuggitivi catturandone altri 6000.

Una scottante umiliazione


napoleonic war


Non tanto quella di Jena, ma quella di Auerstadt fu la sconfitta più umiliante per i Prussiani che erano soverchianti come numero e mezzi. Le colpe della sconfitta sono da ascrivere per la maggior parte al re Federico Guglielmo paralizzato dalla prospettiva di avere di fronte Napoleone.

La fortuna dei Francesi fu che a capo dei 27.000 uomini ci fosse Davout l'unico generale a essere capace di prendere delle iniziative personali e di non essere soggiogato dalle decisioni e dalla personalità di Bonaparte (i due si rispettavano, ma non andavano molto d'accordo).

L'inazione di Bernadotte


Nelle due battaglie un unico episodio stonato: il comportamento di Bernadotte che oscillò con le sue truppe tra Jena e Auerstadt senza partecipare a nessuno dei due scontri.

Bernadotte
Bernadotte


Tale comportamento irritò non poco Napoleone che addirittura pensò di deferirlo alla corte marziale. Si frenò, come spesso accadeva quando si trattava di Bernadotte forse perché era sempre devoto alla sua prima fidanzata Desirèe Clary sposa del futuro re di Svezia e traditore della causa napoleonica.

Una pace poco onorevole per i Prussiani

napoleon at jena





I Prussiani dovettero sottostare a delle dure condizioni di pace. A nulla valsero i tentativi di ammorbidire Napoleone fatti dalla regina Luisa che pur bellissima e piena di charme non riuscì a fare breccia nel cuore di Napoleone. 

La sconfitta, però ebbe i suoi effetti positivi. Nei Prussiani si sviluppò un notevole sentimento antifrancese  a cui contribuì notevolmente la regina Luisa vera e propria eroina del nazionalismo prussiano.


La riforma dell'esercito prussiano


Dopo la sconfitta i quadri dell'esercito prussiano cominciarono un rinnovamento progressivo che portò alla oscrizione obbligatoria e quindi al superamento delle truppe mercenarie e a una maggiore autonomia dei comandanti sul campo di battaglia che prima di allora erano ingessati dai rigidi ordini presi da un comitato superiore.

Con l'introduzione di tali novità l'esercito prussiano si ammodernò, divenne più vicino al modello francese e gli effetti si videro non solo nelle successive guerre napoleoniche, ma furono le basi della superpotenza militare che dominò la scena europea nella seconda parte del 1800.

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