mercoledì, giugno 30, 2021

I soldati di Napoleone

Napoleone leader

Napoleone leader


Napoleone aveva innate le caratteristiche del capo. Il suo carisma era evidente fin dalla più giovane età. 
Già a Brienne, nonostante si isolasse i suoi compagni, pur sbeffeggiandolo riconobbero il suo essere capo.


Nella sua famiglia Napoleone prese il comando al posto del primogenito Giuseppe, ruolo riconosciuto sia dalla madre Letizia che dai suoi fratelli e sorelle.

Napoleone e i suoi soldati


soldati napoleone


Tutti  i suoi soldati adoravano Napoleone, nonostante lui chiedesse ai suoi uomini incessanti sacrifici, durissime condizioni di vita, marce sfiancanti e un considerevole rischio di morire in battaglia.

Tali caratteristiche si palesarono da subito, già da quando giovanissimo fu chiamato a capo dell'Armata d'Italia. 

Il soprannome  "Piccolo Caporale" con cui Napoleone divenne famoso in tutta Europa era un nomignolo che trasudava ammirazione per quel giovane generale che si faceva rispettare e obbedire senza indugi da ufficiali più anziani e da soldati veterani.

Quel "Piccolo Caporale", significava l'intima connessione fra i soldati e il loro capo e non come alcuni hanno equivocato un riferimento all'altezza di Napoleone. (leggi il post)

Napoleone per quei soldati era uno di loro, qualcuno che comprendeva le loro esigenze, le loro paure, la loro voglia di arricchirsi e il desiderio di rientrare dalle loro famiglie.

Napoleone sacrificò le vite di migliaia di soldati durante le sue guerre, ma non li abbandonò mai come accade in Siria quando più di 200 feriti erano impossibilitati a marciare.

Ciò significava doverli abbandonare a loro stessi e al loro destino. Napoleone, invece mandò i suoi chirurghi ad assisterli e gli ufficiali, seguendone l'esempio misero a disposizione i loro cavalli per trasportarli.

Le storie dei soldati di Napoleone

storie soldati


Jean Baptiste Muiron

E' il 15 novembre del 1793. Siamo al ponte d'Arcole. Era necessario attraversare l'Adige. I Francesi erano in difficoltà. Allora Napoleone prese una bandiera e si slanciò nel bel mezzo del ponte. Una scarica di artiglieria arrivò improvvisa e precisa. Un capannello di aiutanti di campo, tra cui Muiron fecero scudo intorno a Napoleone.
Quando il peggio sembrò essere passato ecco che che ci si accorse che Muiron era stato colpito.
Un gesto di eroismo al solo scopo di difendere la vita di Napoleone.

Muiron


Il cacciatore Lebas

Questa unione forte, singolare, ferrea, tra Napoleone e le sue truppe ci ha tramandato innumerevoli episodi di coraggio e di sprezzo del pericolo.

Ad Austerlitz, quando Lebas cacciatore del 10° fanteria ebbe il braccio staccato di netto da una palla di cannone, trovò il tempo di dire ai suoi compagni d'armi:

"Staccatemi la borsa e andate a vendicarmi"

Il generale Thibault

E quando il generale Thibault venne ferito, la barella trasportata da prigionieri russi viene strappata di mano da soldati francesi che volevano avere loro l'onore di sorreggere il proprio generale. 

Questi gesti rafforzavano sempre di più il legame tra i soldati e Napoleone.

Bonaparte era consapevole  della responsabilità nei loro confronti.

Un giorno esclamò:

"Ho bisogno di tutta la mia forza per ricompensare questi bravi uomini"

L'Aquila strappata

soldati napoleone


Il legame fra Napoleone e i suoi soldati è raccontato da tante altre  storie, alcune leggendarie, altre veritiere come quando Bonaparte ebbe a rimproverare un soldato perché si era fatto strappare l'Aquila. 

Il soldato gli rispose:

" Ma non hanno presso che il bastone, perchè il cuculo lo avevo già messo in tasca!"


 In quell'occasione Napoleone non potette far altro che sorridere.

La sentinella impertinente

Un altro episodio che coinvolse i soldati di Napoleone avvenne  a Erfurt, Napoleone e lo Zar Alessandro camminavano sotto braccio. 

Essi si fermarono davanti a una sentinella con un'enorme cicatrice sul volto. 

Napoleone:

" Cosa pensate, fratello mio, di soldati che resistono a così grandi ferite?"

" E voi cosa dite di coloro che le hanno inferte?"
rispose lo Zar.

A quel punto la sentinella, senza muovere un muscolo esclamò:

" Essi sono tutti morti"
 

Alessandro imbarazzato disse a Napoleone:

"Qui come altrove la vittoria è tua!"


E Napoleone di rimando:

" Qui come altrove , la vittoria è dei miei soldati"

Il granatiere Moustache

Un altro famoso episodio avvenne dopo la vittoria di Austerlitz.

Napoleone affidò al granatiere Moustache un messagio con l'annuncio della vittoria da recapitare a Giuseppina.

Moustache arrivò a Parigi alle Tuileries.

Egli consegnò il messaggio a Giuseppina che se lo fece leggere più volte gustando l'ebbrezza della gioia per le notizie che arrivavano dal fronte.

Giuseppina a quel punto congedò Moustache regalandogli un anello con un diamante e invitandolo a riposarsi.

 Il granatiere, sena battere ciglio le rispose:

" Non posso, l'Imperatore mi ha ordinato di ripartire subito per raggiungerlo a Vienna perché ha una missione da affidarmi a Costantinopoli. Mi ha detto di non fermarmi dalla mia amata e di ripartire subito"

Giuseppina rispose:

" Allora vai bisogna obbedire all'Imperatore"

Dopo poco si sentono dal cortile le grida di Moustache inviperito perché il cavallo con cui doveva ripartire era morto per lo sforzo compiuto.

Conclusioni

battaglie napoleoniche


Quando Napoleone giunse alla fine della sua parabola, molti lo tradirono. Alcuni Marescialli volevano godersi i frutti delle loro ricchezze ed erano stanchi di guerre per cui furono pronti ad abbandonarlo. 
Talleyrand e Fouché lo tradirono così come Marmont. Rustam, il suo mamelucco non lo volle seguire all'Elba. (Leggi la storia di Rustam Rafa)
Anche la sorella Carolina preferì abbandonare il fratello pur di conservare il regno di Napoli.

Gli unici a restare fedeli a Napoleone furono i suoi soldati e quando nel 1840 il corpo dell'Imperatore fece il suo ritorno in Francia da Sant'Elena, una folla sconfinata di ex soldati lo accolsero al grido di Vive l'Empereur!


Contenuti correlati



Nessun commento: