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Napoleone e Luigi XVIII

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Luigi XVIII tentò di riconquistare il trono per mezzo di Napoleone. di Antonio Grillo Dopo il 18 brumaio Napoleone era già di fatto il padrone di Francia. Il consolato, non aveva che un capo: Bonaparte . Questa circostanza era ben nota anche al fratello di Luigi XVI, quello che sarebbe diventato il futuro Luigi XVIII. Rientrare in Francia per mezzo di Bonaparte pareva una cosa possibile. Napoleone sarebbe diventato primo ministro oppure comandante in capo di tutto l'esercito francese. La diplomazia si mise al lavoro per testare le intenzioni di Napoleone .  Approfondimenti : Napoleone fu un dittatore? I Realisti avevano mal fatto i loro conti. Napoleone non aveva nessuna intenzione di cedere il potere, Nella sua mente il futuro era già delineato e chiaro. Oltre all'ambizione smisurata, Napoleone aveva ben realizzato che i semi della Rivoluzione Francese avevano fatto breccia nel popolo, che non avrebbe mai accettato una restaurazione. Tanti uomini non sarebbe...

Napoleone e il lavoro

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Come l'Imperatore interpretava il lavoro di Antonio Grillo Napoleone è sempre stato un instancabile lavoratore. Diciamo pure che molti dei suoi successi sono stati diretta derivazione della sua sconfinata capacità di concentrazione e della sua instancabile attività che si protraeva per molte ore al giorno, spesso non lasciando spazio nemmeno al pranzo. Bonaparte era nato per il lavoro, la sua sveglia suonava molto presto al mattino e da quel momento cominciava la sua attività. La sua mente era capace di passare istantaneamente da un argomento all'altro senza mai perdere un minimo di lucidità. Dettava in continuazione ai suoi segretari che si affannavano per riuscire a stare dietro a una macchina instancabile. Napoleone era capace di passare tranquillamente dal dedicare parole d'amore alla sua adorata Giuseppina, ad emanare un proclama ai suoi soldati, a scrivere e re e monarchi d'Europa.  Ma ascoltiamo direttamente le parole dell'Imperatore , vediamo c...

Che cosa avete fatto di questa Francia! Napoleone torna dall'Egitto

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Napoleone torna dall'Egitto Si avvicina il 18 Brumaio 1799 Queste le parole di Napoleone al suo ritorno dall'Egitto. Gran parte delle conquiste di Bonaparte in Italia erano perdute. La situazione interna non era certo migliore, con la Vandea in rivolta e con mille fazioni a darsi battaglia. " Che avete fatto di questa Francia che io vi avevo lasciato così splendida? Vi avevo lasciato la pace e trovo la guerra. Vi avevo lasciato la vittoria e trovo la sconfitta. Vi avevo lasciato i milioni dell'Italia e trovo leggi di spoliazione e miseria."   Cosa era successo? La prima campagna d'Italia aveva dato a Napoleone la fama e la gloria, ma tale sua popolarità aveva messo in allame il Direttorio che temeva una possibile svolta militare con la presa del potere da parte di Bonaparte. Quando Napoleone presentò il suo progetto di invasione dell'Egitto per tagliare i traffici commerciali degli Inglesi, il Direttorio fu ben conto di darne autorizzaz...

Qual è la donna più grande del mondo? La risposta di Napoleone

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Napoleone e Madame de Stael Questa domanda abbastanza tendenziosa, fu rivolta da M.me de Stael a Napoleone. L'imperatore era affascinato dall'intelligenza della figlia di Necker, ma nello stesso tempo la detestava. La risposta di Bonaparte fu come una lama di rasoio: " Quella che ha partorito più figli". Napoleone in molte occasioni diede prova di essere fin troppo diretto e di non nascondere il suo pensiero e le sue simpatie. Napoleone apprezzava l'intelligenza di Madame de Stael, ma ne percepiva i pericoli che ne potevano derivare per cui l'osteggiò per tutta la vita. Bonaparte fin dall'infanzia si era dimostrato un profondo conoscitore di uomini e tale caratteristica l'accompagnò per tutta la vita.

Napoleone e il dio sole

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Se io fossi costretto a professare una religione, allora adorerei il sole, perché è la fonte di ogni vita, il vero dio della terra. Questa affermazione spiega bene il sentimento religioso di Napoleone. Napoleone proveniva da una famiglia cattolica. Egli era un timido credente più per tradizione familiare che per reale convinzione. I riti ecclesiastici, il suono delle campane richiamavano alla sua mente la sua infanzia, le messe domenicali con Mamma Letizia. Ironia del destino Letizia Ramolino ebbe le doglie proprio quando era in chiesa a seguire la messa dell'Assunta il 15 agosto del 1769. Bonaparte a suo modo era un credente.  Le meraviglie e la perfezione dell'universo lo spingevano a credere in Dio, in un grande architetto del mondo. Napoleone era, però anche un uomo del suo tempo. La Rivoluzione francese aveva sancito la laicità dello Stato, la sua indipendenza dalla Chiesa di Roma e proprio Bonaparte lo aveva regolamentato con il concordato. C'è da dire, inolt...

5 maggio 1821

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Tra poco sono le 17 e 49. Quasi 200 anni fa relegato in un'isola sperduta dalla crudeltà inglese, Napoleone rendeva la sua anima a Dio. Manzoni si interrogò dicendo:"Fu vera gloria"? Sì, e siamo qui a ricordarlo e a farlo conoscere. RIP

Il 5 maggio

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Il 5 maggio E' probabile che in Italia l'ode del Manzoni abbia impresso nella nostra mente questa data. In maniera automatica al ricordo del 5 maggio ci sovviene alla mente quell 'Ei fu' di manzoniana memoria. Il 5 maggio resta una data scolpita nella storia. Quel 5 di maggio dell'anno 1821 si spegneva Napoleone Bonaparte. L'Imperatore dei Francesi non moriva in Francia, ma in esilio su una sperduta isola dell'Atlantico, Sant'Elena per volere dei nemici alleati. I carcerieri furono gli Inglesi che assolsero al loro compito con crudeltà estrema per il tramite di un oscuro e gretto burocrate che era al governo dell'isola, il brutale Hudson Lowe. Napoleone trascorse sei anni sull'isola, tenuto lontano dai suoi affetti, privato di mezzi di sostentamento, senza notizie, controllato e censurato, privato anche di libertà di movimento. Imponente lo schieramento di forze e le precauzioni che il governo inglese prese allo scopo di impedire una possibile f...