venerdì, novembre 26, 2021

Il tentativo di suicidio di Napoleone

Quando Napoleone tentò il suicidio

E' il momento dell'abdicazione.

Napoleon


E' un Napoleone disperato ed amareggiato quello che tentò di togliersi la vita.
Siamo nel 1814 le truppe alleate erano appena fuori Parigi. La campagna di Francia, l'ultimo disperato tentativo di Napoleone di resistere alla furia delle nazioni alleate era fallito benchè Bonaparte avesse tenuto in scacco con forze notevolmente inferiori i suoi avversari.

Napoleone vorrebbe resistere sa di poter contare su almeno 60.000 uomini a lui fedeli anche se le forze nemiche sono quasi il doppio, ma avrebbe bisogno del completo appoggio dei suoi Marescialli e generali.

Il tradimento dei Marescialli


Marmont
Marmont colui che consegnò Parigi ai nemici

Tutti i Marescialli e collaboratori lo invitano però a desistere, ad abdicare cercando almeno di conservare il trono per il figlio ed evitare altresì una battaglia strada per strada a Parigi. Una situazione che avrebbe coinvolto anche la popolazione civile e scatenato una guerra interna.

Napoleone con la mente sa che lo scenario proposto dai Marescialli è veritiero, ma comprende bene che le loro scelte sono anche dettate da interessi personali. Coloro che aveva beneficato stavano cercando di salvarsi, di distinguere la loro posizione da quella dell'Imperatore per accreditarsi con il ritorno dei Borbone.

Il suicidio un'opzione ponderata?

Il dolore per il tradimento è forte, ma la capacità di fare piani e strategie di Napoleone è immutata. Il suicidio è un'opzione importante perché potrebbe invogliare gli alleati ad accettare la reggenza di Maria Luisa che era pur sempre un' Asburgo di nascita per poi cedere l'Impero al figlio.

Il suicidio, quindi potrebbe essere stato ben ponderato da Napoleone e non solo un atto dettato dallo sconforto.
E' lo stesso Napoleone, a Sant'Elena come ci testimonia il conte di Montholon nelle sue memorie che forn' una versione simile dicendo che sì la vita gli sembrava inutile, ma che il pensiero del suicidio era effettivamente legato alla successione.

Un suicidio politico che sarebbe nelle corde del genio napoleonico.

Cosa pensava Napoleone del suicidio?


Bonaparte

Sul suicidio Napoleone si era espresso diverse volte nel corso della sua vita.

Quando era giovane e la sua vita non prendeva la direzione da lui agognata il pensiero della morte e in particolare del suicidio lo attraversò e ne abbiamo testimonianza in uno dei suoi scritti giovanili

"Cosa c'è da fare in questo mondo? Dal momento che devo morire, non è meglio che mi uccida? Se avessi già superato i sessant'anni, rispetterei i pregiudizi dei miei contemporanei, e aspetterei pazientemente che la natura mi abbia terminato nel suo corso; ma poiché comincio a sperimentare la sventura, e poiché nulla è per me un piacere, perché dovrei sostenere una vita in cui nulla prospera per me? "

Un Napoleone ch e nemmeno lontanamente immaginava quello che il destino gli avrebbe riservato e che nella maniera melodrammatica che era una costante nei suoi scritti di gioventù.

Lo stesso Napoleone, però quando ha notizia di diversi suicidi, soprattutto per pene d'amore dei suoi soldati si esprime diversamente:

Abbandonarsi al dolore, senza resistere, e uccidersi per sottrarsi ad esso, è come abbandonare il campo di battaglia prima di essere conquistati.

Ai soldati Napoleone parla del suicidio come si trattasse di una resa di tipo militare per cui assolutamente da non prendere in considerazione.

Un altra volta in cui ebbe a parlare del suicidio si espresse con tali parole:

Un uomo ha il diritto di suicidarsi?

Sì se la sua morte non nuoce a nessuno e la vita è un male per lui.

Quando, però la vita è un male per l'uomo? 

Quando gli offre sofferenze e pene, ma poiché le sofferenze e le pene cambiano a ogni istante, non c'è nessun momento della vita in cui l'uomo abbia il diritto di uccidersi.

Il momento potrebbe arrivare proprio nell'ora della morte, perché allora soltanto l'uomo saprebbe che la sua vita è consistita in un intreccio di mali e sofferenze.

E qui troviamo il Napoleone lucido calcolatore. Le pene e il dolore possono cambiare nel corso del tempo per cui il suicidio potrebbe essere un atto avventato da prendere in considerazione solo quando non vi è più speranza.

Tesi smentita dai fatti a Sant'Elena perchè proprio quando non ebbe più speranze di tornare in Francia non scelse la strada del suicidio, anzi confidò  al medico O'Meara che si era ripromesso di bere fino all'ultimo sorso la tazza amara che gli era stata data.


Torniamo al 1814 e al tentativo di suicidio di Napoleone.



Bonaparte è da solo, uno dei maggiordomi lo vide sciogliere nell'acqua una polvere e avvisa Costant il primo valletto.
Napoleone cominciò a sentirsi male e di gran fretta fu chiamato il medico Yvan e Caulaincourt.

La situazione sembrava dovesse degenerare.  Bonaparte venne preso da violenti spasmi e da conati di vomito .

Abdicazione Napoleone
L'abdicazione

 Non sappiamo se ciò avvenne perché Yvan gli avesse somministrato qualcosa o se per gli effetti del veleno. A Napoleone fu fatto bere del té e nel frattempo si udivano i suoi lamenti rivolti contro il tradimento di Marmont e l'abbandono di Berthier.

Lentamente la situazione migliorò, probabilmente perché non tutto il veleno era stato versato oppure perché il contenuto della sacca che dal tempo della campagna di Russia aveva appesa al collo aveva perso gran parte della sua efficacia.

Un'altra ipotesi è che Napoleone non avesse tentato il suicidio, ma ingerito una certa quantità di oppio per cercare di dormire.

Quando si riprese Napoleone non fece più parola del suo tentativo di suicidio anche se il suo aspetto era orribile come ci testimonia il Maresciallo Mc Donald che il giorno successivo si presntò al cosetto dell'Imperatore.

Una tesi opposta: Thierry Lentz

Tale ricostruzione è stata smentita in parte dallo storico Thierry Lentz, direttore della Fondation Napoleone.
Secondo le tesi di Lentz provenienti dalla lettura di fonti inedite l'abdicazione di Napoleone  avvenne per un profondo convicimento dell'Imperatore che in tale maniera aveva l'intenzione di evitare la guerra civile. 
Lentz affievolisce quindi il clima tempestoso e di dolore di Napoleone a Fontainebleau.
Nessuna forzatura nell'atto di abdicazione di Napoleone, questa la tesi che appare in "Les Vingt Jours de Fontainebleau" in cui Lentz ricostruisce i 20 giorni in cui Napoleone soggiornò a Fontainebleau.

Conclusioni

Sembra certo che Napoleone ebbe un momento di sconforto quando tutto gli sembrò perduto dal trono, alla moglie, al figlio e quando si accorse di essere solo abbandonato anche dai suoi più fedeli amici. Allo stesso modo sappiamo di per certo che dalla campagna di Russia Napoleone aveva appeso al collo un sacchetto con del veleno, precauzione che aveva preso quando temette di essere catturato dai cosacchi russi.

Queste due circostanze insieme alle testimonianze dei presenti Costant, Mc Donald e Caulaincourt ci fanno propendere sulla veridicità dell'accaduto. Sono, però di sicuro interesse le notazioni e la ricerca storica di Lentz che ci propone un Napoleone già convinto dell'abdicazione.


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