La prudenza di Napoleone  

Posted by: Antonio Grillo

Di notte nessuno deve entrare nella vostra camera.


Questa è solo una delle raccomandazioni che Napoleone faceva a suo fratello Giuseppe, re di Napoli.

Napoleone

L'Imperatore non si fidava di nessuno e teneva moltissimo alla sicurezza. In fondo sapeva che erano molti i nemici che avrebbero voluto vederlo morto, anzi a un certo punto temette che proprio dall'interno della sua famiglia venissero i pericoli maggiori.

giuseppe-bonaparte

Per questo motivo egli particolarmente prudente, ad esempio fuori la sua porta dormiva sempre il fedele Mamelucco Roustan

Ma vediamo quali altre precauzioni raccomanda a Giuseppe:

" Di notte nessuno deve entrare nella vostra camera eccetto il vostro aiutante di campo che, però deve dormire in una stanza affianco comunicante con la vostra. La porta deve essere chiusa dall'interno e voi dovrete aprire al vostro aiutante di campo solo quando avrete la certezza assoluta di aver riconosciuto la sua voce. Il vostro aiutante dovrà avere cura di bussare alla vostra porta solo dopo aver chiuso la sua in modo da essere sicuro che nessuno lo abbia seguito. Queste precauzioni sono importanti, esse non sono particolarmente fastidiose e danno fiducia al di là del fatto che possano realmente salvarvi la vita. Queste abitudini vi devono accompagnare sempre!"
firma.napoleone

Come ben sanno gli appassionati di storia napoleonica, Bonaparte era un perfezionista. Non vi era, infatti un solo aspetto della sua vita che non fosse ben regolamentato. Questo suo atteggiamento mentale fu uno dei segreti della sua fama e della sua gloria.

Una mente instancabile  

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Posso perdere una battaglia, ma non perderò mai un minuto.

Napoleone alpi

Una frase che rappresenta con estrema esattezza una delle peculiarità dell'Imperatore: l'instancabile attivismo.
Napoleone non si stancava mai di lavorare. 

Dalle prime ore del mattino la sia attività era incessante. Ordini, dispacci, riunioni: la giornata era scadenzata con un ritmo senza fine.

Il suo corpo non avvertiva stanchezza, ma il segreto del suo attivismo era tutto nella sua testa. Era la sua mente, infatti che riusciva a essere concentrata per un periodo di tempo lunghissimo, assolutamente superiore a ogni altro uomo.

Questo stato di "flusso" era tale che per lui era impossibile avvertire i segnali del proprio corpo.

Ore e ore di lavoro gli consentivano di giungere sempre al nocciolo di ogni questione. Ogni problema che gli si presentava veniva sviscerato, sezionato in ogni più piccolo particolare. Ciò gli dava indubbiamente un vantaggio soprattutto in campo bellico.

Spesso Napoleone sorprendeva i suoi avversari anticipandone le mosse, conoscendo prima le loro intenzioni. Questa abilità era soprattutto frutto di studio indefesso sulle carte, sui dati che aveva a disposizione.

La mente matematica di Napoleone era tale che riusciva a mettere insieme tutti i pezzi che aveva, come in un enorme puzzle e alla fine il quadro d'insieme gli era chiaro più che agli altri.