Un Napoleone innamorato  

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Maria Walewska


Così Napoleone scrive a Maria Walewska. 

" Maria, mia dolce Maria, il il mio pensiero è per te, il mio primo pensiero è rivederti.

Tornerai non è vero?

Me lo hai promesso!

Altrimenti l'Aquila volerebbe a te.

Ti vedrò a pranzo, te lo dice l'amico. Degnati di accettare questo mazzo di fiori: possa egli divenire un misterioso legame e stabilire un vincolo segreto tra noi, in mezzo alla folla che ci circonda.

Esposti agli sguardi della moltitudine potremo capirci.

Quando porterò la mano sul cuore, saprai che esso è tutto pieno di te, e, per rispondere tu premerai sul seno i tuoi fiori.

Amami mia dolce Maria e che la tua mano non si stacchi mai dai tuoi fiori."

Le api nella simbologia napoleonica  

Posted by: Antonio Grillo in , , , , , ,

Le api trovano da sempre il loro posto nell'araldica.

Esse sono considerate simbolo di operosità, lavoro e dolcezza, ma anche di immortalità e resurrezione.

Le api in araldica sono sempre rappresentate dal dorso con le ali leggermente aperte e quasi sempre esse sono dorate. Raramente esse si trovano negli stemmi gentilizi ( una delle eccezioni è la famiglia Barberini).

api napoleoniche


Napoleone adottò le api come uno dei simboli dell'Impero.

Secondo gli studi condotti dallo stotico Jean Tulard, fu Cambaceres a scegliere l'ape come rappresentazione simbolica dell'Impero.

Secondo la tesi del Duca di Parma l'ape era la perfetta rappresentazione della Francia: una repubblica con un solo capo.

Approfondimenti:La biografia di Napoleone di Jean Tulard

Qualche altro studioso sottolinea come l'ape in Egitto sia simbolo di obbedienza e fedeltà per cui Napoleone potrebbe aver preso la decisione di adottare tale fregio durante la campagna d'Oriente.

Le api nell'araldica napoleonica


Otre che sul mantello imperiale le api erano presente sugli ornamenti dei principi che portavano un capo azzurro con api d'oro.
stemma napoleonica

Le api comparivano anche negli stemmi delle cosiddette "Bonne Ville", che erano città che godevano di particolari privilegi.
I sindaci di queste città (circa una quarantina), infatti diventavano automaticamente baroni dell'Impero. Gli stemmi delle Bonne Ville avevano un capo rosso con 3 api d'oro.
La bandiera con 3 api fu anche quella dell'Elba durante il periodo del primo esilio di Napoleone.

bandiera elba


Come giudicavano i contemporanei di Napoleone la scelta simbolica dell'ape?


Sempre secondo Tulard un giudizio positivo veniva da Jean Gerard Lacuèe che ricoprì l'incarico di ministro dell'amministrazione di guerra. Secondo Lacuèe l'ape era simbolo di dolcezza (miele) e di potenza della spada (pungiglione).
Critico, invece il giudizio di Segur che vedeva nell'ape solamente la simbologia dell'operosità e non quella della potenza dell'Impero.

Napoleone era più propenso a dare al simbolo delle api il significato di immortalità e resurrezione.

Il simbolo delle api: l'ipotesi più accreditata

Napoleone prendeva da solo le proprie decisioni, ma amava ascoltare i consigli degli uomini a lui più vicini, quelli più fidati.

In tema d'arte una sola persona aveva il privilegio di essere ascoltata dall'Imperatore: quest'uomo era Vivant Denon.

Quando nasce la discussione sui simboli le possibilità si restringono a queste possibili scelte:
Gallo, Elefante, Leone, Aquila e Ape.

E' proprio Denon ad avere l'ultima parola. L'aquila diventa il primo simbolo con evidente richiamo all'Impero Romano, mentre il legame con le api viene fatto risalire all'origine della dinastia franca dei Merovingi e più precisamente a Childerico I.

Dominique Vivant Denon


Fermiamoci un attimo e cerchiamo di tracciare la figura di Vivant Denon.

Denon conobbe Napoleone quando il futuro Imperatore era un novello generale che cominciava a frequentare i salotti parigini. Denon riuscì a scorgere subito il genio incipiente di Napoleone e cercò di conquistare i suoi favori.
C'è un aneddoto che narra di un ricevimento che Denon diede in onore del generale Bonaparte in cui venne offerto agli ospiti solamente della limonata perchè Napoleone non amava i liquori.

In seguito Denon divenne il consigliere artistico dell'Imperatore.
Era Denon che suggeriva a Napoleone quali opere dovessero essere requisite e trasferite in Francia. Egli seguì Bonaparte in Egitto.

(Approfondimento- le conquiste culturali della Campagna d'Egitto)

Denon divenne direttore del museo centrale delle arti che raggruppava tutti i più importanti musei di Francia compreso il Louvre.


Per chi volesse saperne di più su Dominique Vivant Denon consiglio di leggere il seguente articolo:
Vita e opere di Dominique Vivant Denon gentiluomo.

Torniamo alle api e al legame con la dinastia Merovingia.

Dobbiamo fare un passo indietro nel tempo fino al 1653 anno in cui  presso la chiesa di St Brice vicino a Tournai fu ritrovato il tesoro di Childerico I, figlio di Meroveo, primo sovrano accertato della dinastia Merovingia.
Questo tesoro era composto da due fastose spade, da anelli e bracciali d'oro. e da 300 api anch'esse d'oro che ornavano il vestito di Childerico.

Il tesoro fu consegnato all'arciduca Leopoldo Guglielmo governatore dei Paesi Bassi per conto del re di Spagna.

tesoro childerico
Tavole di Chifflet


Il tesoro oggi è quasi del tutto scomparso, dopo varie peripezie e dopo essere passato per svariate mani, ma di esso ne conosciamo l'esatta composizione grazie alle tavole che ci ha lasciato il medico di Leopoldo Guglielmo, Jean Jacques Chifflet.



Conclusioni


Napoleone oltre a essere un grande stratega e un abile uomo di Stato era anche un grande comunicatore. Egli sapeva parlare al cuore soprattutto dei suoi soldati da cui otteneva spesso più di quanto ci si potesse aspettare.
Napoleone non trascurava nulla per cui riconosceva la potenza dei simboli, era consapevole che attraverso di essi venivano comunicati messaggi, nemmeno troppo nascosti che dovevano colpire sia i sudditi che i nemici.





Napoleone e la Rivoluzione Francese  

Posted by: Antonio Grillo in , ,

Napoleone fu uomo della Rivoluzione.

Napoleone_Bonaparte

Se non fosse scoppiato il moto insurrezionale più importante della storia non ci sarebbe stata l'epopea napoleonica, questo è un dato di fatto incontrovertibile.

Il genio napoleonico riuscì ad assurgere al soglio imperiale di Francia perché si era in un momento storico particolare, fatto di cambiamenti epocali come mai nel passato era accaduto.
Solo in quell'epoca straordinaria poteva capitare che un giovane isolano, senza mezzi potesse scalare le vette della gloria e del potere.

Napoleone e la Rivoluzione.

Napoleon_quotes

Napoleone fu spinto dalla Rivoluzione, ma qual era il pensiero di Napoleone sulla Rivoluzione?

Sappiamo che Bonaparte amava l'ordine costituito, le regole, le leggi il tutto derivante dalla sua formazione militare. Napoleone disdegnava i moti di popolo e lo dimostrò nel 1814 quando preferì abdicare malgrado una sollevazione popolare potesse farlo rimanere sul trono o quando assistette inorridito e imbarazzato alle sollevazioni contro Luigi XVI.

Napoleone, tuttavia, sapeva bene che la Rivoluzione era stato un moto inarrestabile, un'esplosione di malcontenti e di malgoverno che proveniva da lontano. Una volta innescata niente poteva fermarla.

Come sempre leggiamo le parole dell'Imperatore per meglio compendere il suo pensiero:

"La Rivoluzione francese è stata una convulsione nazionale così irresistibile come un'eruzione del Vesuvio. Quando le fusioni misteriose delle viscere della terra sono arrivate allo stato di esplosione, la lava sfugge e l'eruzione a luogo".

Una metafora che illustra bene le cause della Rivoluzione. Un malcontento che da anni macerava il popolo, che aumentava sempre di più  grazie anche all'indifferenza delle classi dirigenti occupate a specchiarsi nei loro privilegi, lontane dai bisogni del popolo.
Questo disprezzo, questa noncuranza di fronte alle esigenze e alle richieste che provenivano dal basso avevano creato il terreno per una rivolta popolare. Certo non erano prevedibi
li del tutto gli sviluppi successivi che portarono al regicidio di Luigi XVI e della sua famiglia.

Napoleone_Bonaparte

Napoleone è ben consapevole che ogni rivoluzione porta a spargimenti disangue e vittime innocenti come ben ci spiega in questo passo.

" Tutte le rivoluzioni al principio sono rivolte, che il tempo e il successo nobilitano e legittimano, ma di cui il terrore è una delle fasi ineluttabili".

Il Terrore, il sangue, i morti le fazioni che si affrontano e che si disputano il potere. Tutti momenti che Napoleone ha ben chiari nella sua mente geniale. Egli sa, però che a un certo punto qualcuno prenderà in mano le redini del potere,

La rivoluzione si propose di delegitimare l'aristocrazia, ma in fondo non fece altro che sostituirla.
Così la pensa Napoleone. Per Bonaparte, infatti anche nella Rivoluzione c'è una fazione che si erge al di sopra delle altre e che prende il comando delle operazioni.

Come sempre le parole di Napoleone spiegano il concetto in maniera mirabile:

" Presso i popoli e nelle rivoluzioni l'aristocrazia esiste sempre, la distruggete nella nobiltà, essa si piazza ben presto nelle case ricche e potenti del terzo Stato , la distruggete in quelle ed essa risorge e si rifugia nei capi del popolo".

Napoleone oltre ad essere l'inimatabile stratega, vincitore di decine di battaglie e anche un fine politico. Queste le sue considerazioni sul governare. Egli afferma che, anche in tempo di crisi, non si può rinunciare a soddisfare i bisogni di eguaglianza e libertà del popolo. In caso contrario esso si rivolterà.

"Cinquanta uomini riuniti in un tempo di crisi per fare una costituzione  non hanno il dirittodi alienare i diritti del popolo, la sua sovranità è inalienabile".

Napoleone_Imperatore


Conclusioni


Napoleone non amava le rivoluzioni, ma sapeva che le sue fortune derivavano proprio dagli avvenimenti rivoluzionari iniziati il 14 luglio 1789. Il suo governo rappresentò la conclusione della Rivoluzione. Con l'epopea napoleonica la Francia ritrovò il suo equilibrio, gli ideali rivoluzionari si fusero con l'esigenza di stabilità che la nuova borghesia emergente desiderava. Non fu un processo facile, Napoleone fu costretto a innumerevoli guerre e a sanguinose battaglie, ma le idee  rivoluzionarie che i suoi eserciti portarono in tuta Europa cambiarono per sempre la storia del vecchio continente.

Le 10 massime più belle di Napoleone  

Posted by: Antonio Grillo in , , , , ,


Mai banale, sempre arguto Napoleone ci ha lasciato oltre alle sue gesta anche l'eredità delle sue parole.

Ho raccolto alcune delle massime che più mi hanno colpito e mi riprometo di citarne delle altre in successivi post.

1# Le courage est comme l'amour



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2 # En politique comme à la guerre...


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3 # On ne fait bien...


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4 # La morte non è nulla...


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5# La Storia è la versione...


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6 # Quand un peuple entier...


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7 # Un homme sans courage...


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8 # L'art de la guerre consiste...


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9 # On ne juge pas...


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10 # Les gens qui hesitent...


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