giovedì, maggio 24, 2018

L'infanzia di Napoleone

Napoleone e la Corsica.


Come tutti sanno Napoleone, nasce  ad Ajaccio in Corsica il 15 agosto del 1769 in una modesta casa di mattoni grigi sita in Rue Saint Charles.

casa_napoleone
Casa natale di Napoleone

# La Corsica


Siamo in Corsica, isola che da qualche tempo vive anni tormentati e  burrascosi.
Gli abitanti dell’isola si sollevano contro la dominazione genovese. Essi vogliono la libertà e l’indipendenza e combattono strenuamente per ottenerla.

Mettiamo indietro di qualche anno l'orologio del tempo.

#Pasquale Paoli


Siamo nel 1755, la Corsica è un possedimento della Repubblica di Genova.

Nell'isola fa la sua comparsa Pasquale Paoli un militare che fa il suo ritorno in patria dopo alcuni anni di esilio. Paoli viene nominato comandante in capo delle forze corse che si oppongono ai Genovesi.
In pochi mesi le truppe di Genova vengono sconfitte e a novembre del 1755 viene dichiarata l'indipendenza della Corsica.

Viene proclamata la Repubblica e Paoli ne diviene il Presidente.

Pasquale Paoli
Pasquale Paoli


La Corsica vive un momento di fermento, viene proclamata la Costituzione, si costruiscono strade e nasce la prima università. Paoli è adorato non solo in patria, ma diventa un’icona per tutta l’Europa.

La Repubblica di Genova non si rassegna, però alla perdita del suo possedimento e chiede aiuto alla Francia che invia in soccorso qualche rinforzo militare. La situazione non cambia, Paoli e il suo esercito riescono a rintuzzare gli attacchi avversari per cui la Repubblica di Genova decide di cedere la Corsica alla Francia.

Siamo giunti al 15 maggio del 1768.

#La Corsica diventa francese

A questo punto i Francesi cercano di domare la rivolta e di riconquistare la Corsica con più decisione.

I generali Marbeuf e Chauvelin, però non riescono nell'impresa. Viene allora inviato un esercito di 30.000 uomini con a capo il Conte di Vaux abile generale. Il 9 maggio del 1769 Paoli viene sconfitto nella battaglia di Ponte Nuovo e costretto all'esilio.

battaglia di ponte nuovo
Battaglia di Ponte Nuovo


Questo lo scenario che si presenta a pochi mesi della nascita di Napoleone.

Come si inserisce la famiglia Bonaparte nel quadro di questi eventi?

carlo bonaparte
Carlo Bonaparte


Carlo, padre di Napoleone è dalla parte di Paoli e partecipa attivamente ai combattimenti insieme alla giovane moglie Letizia Ramolino. La sconfitta di Ponte Nuovo cambia gli scenari. I Bonaparte sfruttano un’ amnistia, Carlo ben presto rientra nell’orbita francese e la sua famiglia riesce a cavarsela senza danni.

carlo Bonaparte
Carlo Bonaparte


Subito dopo la battaglia di Ponte Nuovo due generali francesi si disputano il titolo di comandante in capo dell'Isola uno il Conte di Marbeuf l'altro il generale Narbonne Pellet.

#Fine dell'indipendenza corsa


Una delegazione di isolani capeggiata da Carlo Bonaparte si reca a Versailles e appoggia la candidatura di Marbeuf che divenne il nuovo comandante in capo della Corsica ( in realtà anche per i buoni di un  abate,parente dello stesso Marbeuf che dirigeva l'ufficio dei benfici presso il Ministero).

Marbeuf
Il Conte di Marbeuf


Nasce l'amicizia tra il Conte di Marbeuf e Carlo Bonaparte anche come debito di riconoscenza.

Ritornerò tra poco a parlare  sui rapporti e sui pettegolezzi tra i Bonaparte e Marbeuf.

#La nascita di Napoleone


Il 15 agosto del 1769 nasce Napoleone. Il padre Carlo è un uomo colto, un avvocato, amante del vivere, ma dotato di scarso senso pratico, occupato a cogliere il meglio per la sua numerosa famiglia attraverso la politica e l'influenza dei potenti. Napoleone non eredita niente dal padre tranne la predisposizione al cancro allo stomaco che lo porterà alla tomba

#Letizia Ramolino


Letizia Ramolino è di tutt'altro stampo. Donna energica, fiera, di una bellezza selvaggia, ma altera. Letizia è come una matrona romana , essa così ci appare anche nelle raffigurazioni che ci sono giunte. Notevole lo sguardo severo, la  compassata alterigia, l’aulica compostezza. Dal suo viso ritratto dai pittori dell'epoca, quasi mai traspare qualche emozione, il busto è eretto, la posa granitica.

E' da Letizia che Napoleone eredita gran parte del suo carattere.

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Letizia Ramolino


La madre di Napoleone si occupa dell'educazione del futuro Imperatore e lo fa alla sua maniera. Rigida e severa, si trova alle prese con un fanciullo gracile nell'aspetto, ma estremamente ribelle. ,Le punizioni non mancano, ma Napoleone le accetta senza fare una piega.

"Ha il diavolo in corpo" ebbe a dire un giorno Letizia riferendosi al suo secondogenito.
Letizia ha una predilezione per questo figlio e l’affetto è ricambiato appieno.

Il resto dell'infanzia di Napoleone trascorre serena. Egli si diverte soprattutto quando si reca con la madre a Melelli, località sita in altura, dove la famiglia possiede un giardino di ulivi, un tempo possedimento dei Gesuiti.

Il tempo passa inesorabile e arriva il momento in cui Napoleone deve abbandonare la Corsica per mettere piede in terra di Francia.

letizia bonaparte


Carlo Bonaparte sfrutta appieno l'amicizia col conte Marbeuf e ottiene per sè l'incarico di assessore alla giustizia e l'iscrizione gratuita al collegio di Autun dei figli Giuseppe e Luciano e quella di Napoleone all'Accademia militare di Brienne.

A questo punto vale la pena, come avevo accennato in precedenza di approfondire il legame tra Carlo e il Conte di Marbeuf.

# Napoleone figlio del Conte Marbeuf?


Alcuni storici hanno insinuato il dubbio che la benevolenza di Marbeuf derivasse da una profonda simpatia che sarebbe per alcuni sfociata in un vero e proprio rapporto amoroso verso Letizia Ramolino. I libri di Hervé le Borgne ( questo il link per acquistare il libro ) et Edmond Outin ( link )hanno addirittura teorizzato che Napoleone fosse il figlio di Marbeuf.

Come nasce questa ardita ipotesi?

E' indiscutibile che Marbeuf frequentasse casa Bonaparte e che fosse una sorta di Pigmalione per la bella Letizia. Il Conte le insegna il Francese e la danza ed ha una sincera e nemmeno troppo nascosta adorazione per la Ramolino.


Gli assertori della tesi secondo cui Marbeuf fosse il vero padre di Napoleone prendono spunto da un discorso fatto dallo Napoleone di ritorno dall'Egitto.

Il futuro Imperatore discorre con gli studiosi Monge e Berthollet e si interroga sull'origine del suo genio militare. Il dubbio si insinua.

maniero pen ar vern
I resti del castello di Pen Ar Vern

Cosa voleva dire Napoleone?


Secondo alcuni Napoleone sarebbe nato in Bretagna nel maniero di Pen Ar Vern a Sainte-Sève nel 1771. A suffragio di questa tesi ci sarebbe il fatto secondo cui Napoleone fu battezzato nel 1771 due anni dopo la sua nascita, cosa insolita in una famiglia cattolica come quella dei Bonaparte.

Un altro indizio sarebbe quello della scomparsa dei registri di nascita della parrocchia di Saint Seve in Bretagna. Anche il nome Napoleone deriverebbe da nato a Saint Pol de Leon.

E' Jean Tulard, uno dei massimi storici del Primo Impero a smontare questa tesi.
C
ome prova porta il fatto che nessuna fonte parla di un viaggio in Francia di Letizia e che il nome Napoleone già faceva parte della dinastia dei Bonaparte.


La storia dei personaggi celebri sono spesso avvolte da misteri e dubbi. Non credo, però che si possa dare credito alla tesi di Marbeuf padre di Napoleone.

Non ci sono appigli reali solo per nutrire dei dubbi sulla paternità di Napoleone.

La prova della legittimità della sua nascita sta proprio in  quel cancro allo stomaco, che aveva ucciso Carlo,  di cui Napoleone  stesso parla come male di famiglia e la sua preoccupazione affinchè il figlio venisse preservato dallo stesso male.

Per ora mi fermo. Napoleone sta per abbandonare l’isola di Corsica. Parte insieme ai fratelli Giuseppe e Luciano per approdare in terra di Francia. E’ il 9 dicembre del 1778, egli ha appena 9 anni.

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mercoledì, maggio 09, 2018

Lettere di Napoleone

Il lavoro è il mio elemento. Conosco i limiti delle mie gambe, dei miei occhi, ma non ho mai conosciuto quelli del mio lavoro.

La corrispondenza napoleonica


Nella sua indefessa attività un ruolo di primo piano lo svolge la sua corrispondenza.

La prima Commissione a cui Napoleone III diede l'incarico di raccogliere le lettere dell'Imperatore valutò in 64.000 le missive scritte da Bonaparte. Taine arrivò alla cifra di 70.000.

Un numero preciso sfugge ai più, anche perché non tutte le lettere sono state ritrovate e perché nelle varie raccolte si trovano dei duplicati, essendo alcune missive identiche, ma con indirizzi diversi.

correspondances_napoleon


Uscendo dall’impasse contabile, il dato è che Napoleone scrisse tantissimo anche se poco di suo pugno perché la maggior parte delle lettere fu dettata ai suoi segretari che nel tempo furono Bourrienne, Fain e Meneval.

Le lettere di Napoleone sono importanti, esse costituiscono la fonte storica più autentica e obiettiva. Attraverso la corrispondenza napoleonica possiamo seguire la storia passo dopo passo, evento dopo evento.

Le lettere ci fanno conoscere l’uomo, i suoi sentimenti, le sue paure, i suoi pensieri scevri da ogni orpello e secondo fine.

Napoleone scrive a tutti.

A Giuseppina, ai fratelli, ai ministri, ai regnanti  ai  diplomatici, ai sudditi.

Non è difficile immaginare l’Imperatore nelle sue stanze mentre passeggia nervosamente con le mani intrecciate sulla schiena dettando ai suoi segretari i quali con grande sforzo e attenzione segnano su carta i suoi pensieri.

Gli argomenti delle lettere di Napoleone spaziano dalla corrispondenza amorosa, a consigli di vita comune, alle comunicazioni diplomatiche, per finire agli ordini e alle disposizioni.

Nelle lettere non ci sono intenti propagandistici come nei bollettini della grande Armata che forzatamente mancano di obiettività. I memorialisti poi hanno raccontato la storia seguendo i loro pensieri, i loro ricordi e i loro interessi.

Lo stesso memoriale di Sant’Elena di Las Cases contiene elementi propagandistici e non sempre attendibili, come potrete approfondire nell'articolo: Il biografo dell'Imperatore



lavoro napoleone

Anche le pubblicazioni dei giornali dell’epoca non fanno testo; basti pensare che Napoleone parlando del Moniteur asserisce che gran parte degli articoli erano ispirati da lui stesso.

Le lettere di Napoleone non hanno scopi nascosti, da essi riconosciamo il genio dell’Imperatore, il suo carattere, il suo acume politico, la sua ineguagliata capacità di grande condottiero.

Sotto il Secondo Impero una commissione presieduta dal Maresciallo Vailant fu incaricata il 7 settembre 1854 di effettuare una raccolta di tutte le lettere di Napoleone.

Furono scartate le lettere che già si trovavano in scritti precedenti e quelle strettamente personali.

L’opera, in 15 volumi, raccolse le lettere che vanno dagli anni 1793 al 1807.

Il lavoro della Commissione fu fortemente criticato sia dai bonapartisti i quali non vedevano emergere da esse lo spirito napoleonico che dagli storici e dagli studiosi i quali ritenevano che la raccolta fosse un lavoro scientificamente poco valido, con il solo intento di un’agiografia dell’Imperatore.
napoleone al lavoro

Per tali motivi una nuova Commissione si insediò il 3 febbraio 1864 con lo scopo di mostrare attraverso gli scritti quello che lo stesso Napoleone avrebbe voluto tramandare alla posterità.

L’opera fu completata nel 1869 in 32 volumi.

Le critiche, se possibile furono anche superiori a quelle precedenti.

I Bollettini si mischiarono alle lettere, alcuni passi furono cancellati, altri scritti non presi in considerazione.

Lo scopo dell’opera fu chiaramente solo apologetico e per nulla obiettivo.

Nel corso del tempo altre lettere furono ritrovate e pubblicate.

Da citare quelle a cura di Leon Lecestre, le due raccolte di Leonce de Brotonne e le 183 lettere riferite al solo 1806 riprodotte a cura di Frederic Masson.


Lettere di Napoleone di Alessandro Quagliola

lettere_napoleone

Abbiamo detto dell’importanza delle lettere, ma nello stesso tempo è chiaro che sia impossibile ai più leggere tutto ciò che Napoleone ha scritto.

Proprio per questo vi voglio citare la meritoria opera di Alessandro Quagliola, un giovane studioso di storia napoleonica, che ho recentemente conosciuto personalmente, il quale ha tradotto in Italiano il libro Letters of Napoleon una raccolta di 300 lettere la cui cernita era stata fatta a suo tempo da J. M Thompson.

Quagliola nella sua traduzione ha cercato di rendere il meglio possibile nella nostra lingua, il pensiero di Napoleone, ripercorrendo attraverso le lettere l’epopea napoleonica dalle origini a Sant’Elena.

Lettere di Napoleone nella traduzione di Alessandro Quagliola è un libro che ogni appassionato di storia vorrebbe avere nella sua biblioteca, ma che diventa quasi indispensabile possedere per tutti coloro che amano Napoleone e le vicende del Primo Impero.

In calce vi metto i link al sito della casa editrice Chillemi e quello di Amazon attraverso cui potrete acquistare l’opera di Alessandro Quagliola facendovi cullare dalle parole dell’Imperatore.

Vive L'Empereur!



Sito ufficiale della Edizioni Chillemi:
 http://www.edizionichillemi.com/node/588
Amazon
https://www.amazon.it/dp/8899374325/ref=sr_1_1
Presso i distributori ufficiali della Edizioni Chillemi (la cui lista trovate a questo link): http://www.edizionichillemi.com/node/62

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domenica, maggio 06, 2018

Il 5 maggio al Museo Napoleonico

A ogni 5 maggio il pensiero non può non andare all'Imperatore che nella desolata isola di Sant'Elena esalava il suo ultimo respiro dopo 6 anni di insensata e crudele prigionia. Un esilio che fu reso ancor più duro dalla ferocia e insensibilità di Hudson Lowe il Governatore dell'isola.

Il Museo Napoleonico di Roma, in collaborazione con Le Souvenir Napoléonien Delegazione Roma-Italia Centrale e il Centro Romano di Studi Napoleonici ha inteso celebrare l'avvenimento con due concerti.

concerto museo napoleonico 5 maggio


Ieri il pianista Alessandro Conti ha deliziato ed emozionato  la platea con la sua abilità di pianista suonando brani di Beethoven, Brahms e Schumann. Oggi 6 maggio sarà la volta del coro Les Choeurs du Souvenir Napoléonien Délégation de Nice coordinati da Olivier Ghebali che presenteranno un ricco repertorio di canti riferiti all'età napoleonica.

Un plauso agli organizzatori che con gusto e delicatezza hanno celebrare Napoleone nell'anniversario della sua nascita.

Questi i programmi completi :


Musica per l’Imperatore
Museo Napoleonico,
sabato 5 maggio 2018, ore 11.00
Alessandro Conti, pianoforte


Ludwig van Beethoven
 32 variazioni in do minore WoO 80
Composte nel 1806, le variazioni furono pubblicate a Vienna nel 1807. Un tempo molto celebri, al punto di far parte delrepertorio di molti grandi pianisti, sono oggi eseguite piuttosto raramente. Non inserite da Beethoven fra le sue composizioni principali, sono ritenute dalla critica interpretazioni della Ciaccona per violino solo diBach, che era stata pubblicata per la prima volta pochi anni prima presso l’editore Simrock di Bonn, amico di Beethoven.

Johannes Brahms

Ballata Op. 10, n. 1 in re minore, Andante;
Ballata Op. 10, n. 4 in si maggiore, Andante con moto.
Composte da Johannes Brahms nell'estate del 1854 e pubblicate due anni più tardi, le quattro Ballate op. 10 furono dedicate all’amico Julius Otto Grimm. Considerate fra le migliori opere pianistiche giovanili di Brahms, la loro composizione coincise con l'inizio della relazione affettiva con Clara Schumann, di cui il compositore fu a lungo innamorato e che l’aiutò durante gli esordi della carriera musicale. La prima Ballata, in re minore, ispirata alla poesia scozzese Edward, è considerata uno dei migliori esempi dello stile brahmsiano definito "ossianico" per le sonorità quasi arcaiche dei suoi accordi. I caratteri della quarta Ballata rimandano invece ai notturni o alle elegie.

Robert Schumann

Fantasia Op. 17
Composta nel 1836, riveduta nel 1838 e pubblicata nel 1839, la Fantasia op. 17 fu concepita per raccogliere denaro in previsione della costruzione a Bonn di un monumento in onore di Beethoven. Caratterizzata da un continuo alternarsi di passionalità e intimismo, l’opera segnò il distacco di Schumann dalle giovanili influenze
beethoveniane, che lasciano il campo a un linguaggio più libero e personale.



Musica per l’Imperatore
Museo Napoleonico,
domenica 6 maggio 2018, ore 11.00
Les Choeurs du Souvenir Napoléonien Délégation de Nice
Coordinatore: Olivier GHEBALI

Prima parte - Napoleone: Che romanzo la mia vita!

Michel J. GEBAUER (1765-1812) Marche de la Garde consulaire à Marengo. (1800)
Ripresa da un’aria operistica dell’epoca viene arrangiata da Gebauer ed eseguita dalla Banda della
Guardia dei Consoli dopo la vittoria di Marengo (14 giugno 1800).
Charles-Simon CATEL (1773-1830) L’Himne sur la reprise de Toulon» (1793)
Testo di Marie-Joseph Chénier. Cantato per la prima volta il 10 nevoso anno II (30 dicembre 1793) durante la
festa decretata dalla Convenzione Nazionale per celebrare la riconquista di Tolone agli inglesi il 19 dicembre 1793 per opera del capitano Bonaparte promosso lo stesso giorno generale per merito di guerra.
Giovanni PAISIELLO (1740-1816) Nel cor piu non mi sento (1788)
Aria dall’opera La Molinara su libretto di Giuseppe Palomba. Il giovane generale Bonaparte incontra a Milano il compositore nel 1797 e gli commissiona la Musica funebre per la morte del generale Lazare Hoche.
Ammiratore delle opere di Paisiello lo chiama a Parigi nel 1802 ricoprendolo di onori.
ANONIMO - Porta Romana bella. (XIX secolo)
È una delle più celebri canzoni popolari del repertorio milanese risalente alla metà del 19° secolo e legata alla criminalità facente capo alla zona di Porta Romana. Il carcere di San Vittore si trova nelle vicinanze.
Étienne N. MEHUL (1763-1817) Les fils sont plus grands que les pères (1800)
Questo inno con testo di Jean Pierre Louis Fontanes viene eseguito per la prima volta a Parigi in occasionedella festa nazionale del 14 luglio 1800 alla presenza del Primo Console Bonaparte.
ANONIMO - Le chant des lanciers polonais (1814)
Conosciuto anche come Addio dei Cacciatori a Cavallo della Guardia ai Lanceri Polacchi, questo canto militare viene composto come omaggio della Grande Armée ai commilitoni polacchi a fianco dei quali hanno combattuto per oltre sette anni sui campi di battaglia europei.
NICOLAS DALAYRAC (1753-1809) “Veillons au salut de l’Empire” (1791)
Questa arietta è una variante di “Vous qui d’amoureuse aventure”, tratta dall’opera “Renaud d’Ast” (1787). Con testo scritto dal capo-chirurgo dell’Armata del Reno Adrien-Simon Boy (1764-1795) viene adattata a marcia e canzone di guerra.
HORTENSE DE BEAUHARNAIS (1783-1837) “Partant pour la Syrie” (1807)
Scritta dalla figlia dell’imperatrice Giuseppina e adottata da Napoleone, questa melodia diviene, dopo la Restaurazione, il tema musicale distintivo del partito Bonapartista e in seguito l’Inno Nazionale (anche se non ufficiale) del Secondo Impero. Napoleone III onora in tal modo la madre e il famoso zio.

Seconda parte – Napoleone III. Il benefattore

Poème sur le Prince Impérial (circa 1879)
Sul tema della Marcia trionfale dall’opera Aida di Giuseppe VERDI (1813-1901)
Lirica di Paul Verlaine (1844-1896) Prince mort en soldat à cause de la France composta in
onore del principe imperiale Eugenio Bonaparte (1856-1879) figlio di Napoleone III morto in
Natal (Sud Africa) combattendo tra le truppe britanniche nella guerra contro gli Zulu.
Giuseppe VERDI (1813-1901) Coro degli ebrei prigionieri (1842)
Dall’opera Nabucco, libretto di Temistocle Solera, noto universalmente come Va pensiero.
Il coro viene immediatamente interpretato dagli spettatori che assistono alla prima
rapprentazione di Milano come una metafora della condizione dell'Italia, assoggettata
all'epoca al dominio straniero.
Charles GOUNOD (1818-1893) Chœur des soldats (1859)
Dall’opera Faust su libretto di Jules Barbier e Michel Carré. Il secondo atto inizia con questo
coro di studenti, soldati e contadini che cantano la canzone da osteria, Vin ou bière/Vino o
birra.
ANONIMO Chant de la Légion étrangèr (1840)
Su un’aria dell’opera Eugénie. Il direttore della Banda musicale del 1 er régiment étranger
Dussenty, scrive il testo che diventerà il canto ufficiale della Legione.
Giuseppe VERDI (1813-1901) Brindisi (1853)
Dall’opera La Traviata libretto di Francesco M. Piave basato sul romanzo La signora delle
camelie di Alessandro Dumas (figlio). L’aria è una delle più note tra quelle operistiche.
Johan STRAUSS (figlio) (1821-1899) Sul bel Danubio blu (1867).
La prima esecuzione avviene a Vienna in occasione del Carnevale nel febbraio del 1867.
Probabilmente a causa dello choc prodotto nell’opinione pubblica dalla sconfitta austriaca
di Sadowa (3 luglio 1866) nella guerra austro–prussiana non ottiene il successo sperato.
Rappresentato pochi mesi dopo a Parigi per la Esposizione Universale del 1867 viene accolto
con un successo clamoroso.
Jacques OFFEMBACH (1819-1880) On va courir » (1866)
Dall’operetta La vie parisienne su libretto di H. Meilhac e L. Halévy, che viene rappresentata
per la prima volta a Parigi nel Théâtre du Palais-Royal.
Théodore AMAT (1814-1872) Hymne à la France (circa 1852)
.

martedì, aprile 10, 2018

Ciao Napoleone

Ciao Napoleone


"Ciao Napoleone” in concorso a Cartoons on the Bay 2018, international competition

Giovedì 12 aprile 2018 alle 20:00 appuntamento al Cinema Ambrosio di Torino dove verrà proiettato in concorso a Cartoons on the Bay il lungometraggio d’animazione “Ciao Napoleone”.

Il film - in gara per il Pulcinella Award - racconta la storia di un’amicizia emozionante e inattesa, quella tra l’imperatore Bonaparte in esilio e tre ragazzini dell’isola d’Elba.

Lontano dai campi di battaglia, Napoleone si rivelerà umano, simpatico e vulnerabile agli occhi di Giuseppe, Nora e Francesco. Ai quali darà qualche dritta per avere la meglio su alcuni bulletti.

I tre, in cambio, diverranno le sue “orecchie” sull’isola.

Ciao Napoleone


La regia è di Fabio Di Ranno, che firma soggetto e sceneggiatura insieme a Valeria Giasi.
Character designer, Igor Chimisso.

Le musiche sono di Dario Vero, la produzione è di  è di Mondo TV Group.

Questa la pagina Facebook dedicata a Ciao Napoleone

Mondo Tv Group