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Napoleone e la Polonia

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"Amo i Polacchi. La divisione della Polonia è un atto di iniquità che non può durare. Dopo aver terminato la guerra in Italia, andrò io stesso, alla testa dei Francesi, a costringere i Russi a restituire la Polonia." Era il 15 settembre 1796, quando Napoleone pronunciò queste parole. Stiamo parlando di un giovane generale, pieno di entusiasmo e di idee rivoluzionarie. Un vero e proprio eroe romantico. Certo Bonaparte non immaginava che di lì a pochi anni si sarebbe trovato in condizione di mantenere quella sorta di promessa fatta alcuni anni prima. Malgrado ne avesse la possibilità Napoleone non mantenne quell'impegno. La Polonia fu liberata, ma non riacquistò la propria indipendenza. La ragion di Stato prevalse. Napoleone amava i Polacchi, ammirava il loro spirito patriottico, il loro valore come soldati. Napoleone si innamorò anche di una bella donna polacca, Maria Walewska che gli diede un figlio. Approfondimento : Napoleone e Maria Walewska ...

L'amante che diede un figlio a Napoleone

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Éléonore Louise Catherine Denuelle de la Plaigne , nacque a Parigi il 3 settembre 1787, malgrado la sua famiglia d'origine non sia nobile, la madre riesce a farla studiare presso il pensionato di Madame Campan, dove conosce Carolina Bonaparte, la futura moglie di Gioacchino Murat. Appena diciassettenne sposa un capitano dell'esercito Francois Revel che ben presto finisce in carcere a causa di brogli. La giovane Eleonora, in disgrazia, cerca conforto e aiuto da parte di Madame Campan che non può fare altro che rivolgersi alla sorella dell'Imperatore. L'ascendente della Campan era tale che Carolina non si astenne dall'aiutare la giovane Denuelle, facendola diventare sua lettrice. Siamo nel pieno delle ostilità tra la famiglia Bonaparte e l'Imperatrice Giuseppina. Gli ambiziosi Murat, pensano che se l'Imperatore avesse avuto la certezza di poter generare un figlio avrebbe accettato di divorziare da Giuseppina. Il piano ben congegnato vede pro...

Il biografo dell'Imperatore

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Emmanuel-Augustin-Dieudonné-Joseph, conte de Las Cases scrisse il "Memoriale di Sant'Elena , il vero testamento spirituale di Napoleone. Las Cases raccolse in 18 mesi le confidenze dell'Imperatore che trascrisse con l'aiuto del figlio quindicenne. Già nel 1816 Las Cases lasciò Sant'Elena, ma il perfido Hudson Lowe gli sottrasse il prezioso manoscritto. Solo dopo la morte dell'Imperatore il Conte riebbe le sue carte e pubblicò quello che sarebbe diventato un vero e proprio best seller.  Il successo che il pubblico concesse al "Memoriale" non fu lo stesso che gli riservarono la critica e gli storici. Questi ultimi hanno rimproverato a Las Cases l'introduzione di troppe aggiunte e aggiustamenti che avrebbero stravolto il pensiero dell'Imperatore.  Comunque sia il Memoriale di Sant'Elena ebbe l'effetto di rinverdire la fama e le gesta dell'Imperatore. Bonaparte comprese subito che avrebbe dovuto dare la sua ...

Ode a Napoleone Bonaparte

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L'ode a Bonaparte scritta da Lord Byron e recitata da Luca Ward.

Napoleone il dittatore?

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Questa affermazione è di un altro Napoleone famoso. Si tratta di Napoleone Hill che con il suo "Pensa e arricchisci te stesso" è nella top ten dei libri più venduti di sempre. Ma Napoleone era un dittatore? E' indubbio, che per governare, Bonaparte usasse anche la forza. Gli avversari politici venivani spiati e in qualche arrestati o esiliati, la libertà di stampa non esisteva quasi più. Libri e persino spettacoli teatrali venivano sottoposti a censura. La stessa leva obbligatoria, era, in fondo, un atto di forza. La vera autorità di Napoleone, però non si basava sulla forza.ì, ma su altre peculiarità. In primo luogo la personalità attraente; anche se il suo fisico non aveva nulla di imponente, Bonaparte incuteva un timore quasi fisico. Il suo sguardo magnetico, poi destava ammirazione anche nei suoi nemici più accaniti e di questo abbiamo decine di testimonianze dei suoi contemporanei. Napoleone aveva una smisurata capacità ...

Ugo Foscolo: Ode a Bonaparte liberatore

Ugo Foscolo e Napoleone Bonaparte E' un Foscolo ardente patriota che vede in Napoleone l'eroe capace di tagliare i fili che tenevano legata l'Italia. Un'illusione, in perfetta sintonia con il pensiero del poeta. Napoleone non era giunto in Italia, per gli Italiani, ma per cominciare il proprio cammino personale di gloria, per rafforzare la sua posizione politica. Il suo vero padrone in questo momento storico è il Direttorio , il suo scopo compiacere i potenti di Parigi. Nella mente del grande Corso, ancora non è chiaro il disegno che lo porterà a essere Imperatore, anche se il 18 brumaio è vicino, ma la sua sfrenata ambizione gli danno chiaro il concetto di essere un predestinato. Approfondimento : ecco cosa accadde il 18 brumaio 1799 Foscolo credeva in un Bonaparte liberatore e gli dedica quest'ode. Napoleone deluse le aspettative del giovane Foscolo, anche se il patrimonio di idee che gli eserciti napoleonici propagarono per l'Europa fur...

Napoleone: le donne che ha amato

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Napoleone amava le donne, ne era probabilmente ossessionato. Ma solo alcune fecero veramente breccia nel suo cuore. La prima fu Désirèe Clary a cui aveva giurato eterno amore, poi venne Giuseppina che fece Imperatrice. E ancora Maria Walewska , l'amante polacca, a lui devota fino alla fine. Maria Luisa, la madre del suo unico figlio.