sabato, settembre 30, 2017

Napoleone e Maria Walewska

Napoleone e Maria Walewska, una vera storia d'amore.

Maria Łączyńska meglio conosciuta come Maria Walewska fu uno dei grandi di Napoleone

L'Imperatore la conobbe quando lei era poco più che ventenne e subito se ne invaghì. La Walewska era una donna sposata per cui una corte serrata era inopportuna, eppure Napoleone non ebbe esitazioni. Anche negli affari di cuore, Bonaparte si comportava come in guerra. 

Cominciò un attacco concentrico, fiori, bigliettini, ambasciatori, amici.

La giovane Maria fu circondata ed assediata come una piazza d'armi e alla fine capitolò!

Per chi volesse approfondire la figura della Walewska vi suggerisco il libro di Christine Sutherland, "L'amante di Napoleone" ( questo il link di Amazon per chi volesse acquistarlo)

Maria Walewska


2 gennaio 1807: " Non ho visto che voi, non ho ammirato che voi. Una risposta clamerà l'impaziente ardore di N.

4 gennaio 1807: "Mi sarei ingannato? Voi mi togliete la tranquillità. Date, vi prego, un po' di gioia, di felicità a un povero cuore pronto ad adorarvi! E' così difficile ottenere una risposta? Me ne dovete! N"

12 gennaio 1807: " Venite, vi prego venite! Tutti i vostri desideri saranno esauditi. La vcostra patria mi sarà più cara se avrete pietà del mio cuore. N"




15 gennaio 1807: " Maria, mia dolce Maria, il mio pensiero è per te, il mio primo desiderio è di rivederti. Ma tu ritornerai non è vero? Me lo hai promesso, altrimenti l'Aquila volerà da te.

Ti vedrò a pranzo, te lo dice l'amico. Degnati di accettare questo mazzo di fiori: possa egli divenire un misterioso legame e stabilire un vincolo segreto tra noi, in mezzo alla folla che ci circonda.

Esposti agli sguardi della moltitudine potremo capirci.

Quando porterò la mano sul cuore, saprai che esso è tutto pieno di te, e, per rispondere tu premerai sul seno i tuoi fiori.

Amami mia dolce Maria e che la tua mano non si stacchi mai dai tuoi fiori."

il console Napoleone

Napoleone e il lavoro

Napoleone era un lavoratore instancabile


Bonaparte era solito dire :"conosco i limiti delle mie gambe e delle mia vista, ma non quella della mia capacità lavorativa"

Ed ancora:

" Non ho altra risorsa che il lavoro. Mi vesto solo una volta alla settimana: da quando sono stato malato dormo molto poco, sembra incredibile quanto poco! Mi metto a letto alle 10 e mi alzo alle 4. Faccio un unico pasto, questa dieta si addice particolarmente alla mia salute"

Napoleone era capace di concentrarsi in maniera così profonda da dimenticare del tutto lo scorrere del tempo.

Sono ormai  nella storia le lunghe sedute con i collaboratori che a volte duravano tutta la notte oppure lo studio indefesso di mappe e carte geografiche, dei dispacci che arrivavano da ogni dove.
Tutto veniva registrato nella mente di Napoleone che abbinava a una così poderosa mole di lavoro, una memoria prodigiosa che gli consentiva di ricordare tutto ciò con cui veniva in contatto.

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In mezzo a tutte queste sollecitazioni, Napoleone trovava il tempo di dettare lettere ai familiari, di occuparsi di cose futili, di leggere e di andare a teatro.

Napoleone trono


Una mente, quella di Napoleone, ordinata, precisa e concentrata.

Egli affrontava un problema alla volta. Subito dopo ne affrontava un altro,  così senza soluzione di continuità. A Napoleone bastavano pochi minuti di riposo. Spesso interrompeva il suo lavoro per dormire per un tempo brevissimo, dopo di che riprendeva con la stessa lena.

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Napoleone era così dedito al lavoro tanto da dedicare pochissimo al tempo al mangiare. Egli ingurgitava il cibo velocemente, spesso continuando le sue faccende.

C'è da dire che questa sua dedizione al lavoro si rifletteva, questa volta negativamente, anche nei suoi incontri amorosi. Si narra che qualche dama che sceglieva per compagnia rimanesse per ore in attesa e a volte accadeva che l'incontro saltasse. E le volte in cui Napoleone trovava il tempo per appartarsi, l'idilio durava pochissimo.

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Napoleone era ossessionato dal tempo. Spesso diceva che era l'unica cosa che non poteva controllare. Per questo non si fermava mai.



Il suo impegno era totale. Leggiamo come egli stesso raccontava il suo attivismo.

" Quando voglio interrompere una faccenda la chiudo in un cassetto e ne apro un altro. Così non si confondono a vicenda, non si disturbani e non mi affaticano mai quando sto pensando a una in particolare. Se voglio andare a riposare, chiudo tutti i cassetti ed eccomi pronto a dormire."

Link utili:

Sito della fondazione Napoleone : Napoleon.org
The napolonic series
Napoleonic guide

lunedì, settembre 25, 2017

Napoleone e la medicina

Napoleone e la medicina: un rapporto difficile



Napoleone amava la cultura e le scienze. Egli si attorniava di studiosi e scienziati a cui si associava quasi con la stessa frequenza di generali e Capi di Stato.

Di ciò ne ne sono testimonianze le riforme in campo scolastico e universitario che posero la Francia al primo posto in Europa nel campo scientifico e culturale.

Durante la spedizione in Egitto Napoleone portò con sè uno stuolo di studiosi e ricercatori che produssero una mole incredibile di lavori, senza dimenticare la scoperta della stele di Rosetta che svelò il segreto dei geroglifici.

Di seguito la lista degli studiosi al seguito della campagna d'Egitto



Malgrado la sua naturale apertura mentale verso le scoperte scientifiche Napoleone non ebbe mai troppa fiducia nella medicina, anzi diciamo pure che non credeva affatto nei medicamenti e nei medici.

Una posizione che oscillava fra un velato fatalismo e un marcato scetticismo verso i rimedi empirici dei medici.

Napoleone cercava di sconfiggere le malattie attraverso una maniacale cura dell'igiene personale.

Sono ormai entrati nella storia i suoi frequenti bagni. L'Imperatore era solito, infatti  immergersi per tantissimo tempo in acqua quasi bollente. A volte addirittura si scottava, ma non rinunciava mai alla sua toilette quotidiana.

Un altro rimedio empirico cui Napoleone teneva tantissimo era il frizionare il corpo con acqua di colonia di cui faceva un uso smisurato (si dice 60 flaconi al mese) e continuo e che aveva sempre con sè. Si dice che avesse infilata neglli stivali una bottiglietta di acqua profumata ai fiori d'arancio.

acqua di colonia napoleone


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Sfiducia totale nella medicina, ma fiducia illimitata nel suo medico personale: Corvisart.

Spesso l'Imperatore soleva dire che egli non si fidava della medicina, ma si fidava di Corvisart.

Fiducia ben riposta. Corvisart era un vero e proprio luminare autori di studi all'avanguardia, scopritore della semeiotica medica.

corvisart


Ben presto Corvisart divenne più che un medico. Napoleone, infatti si fidava di Corvisart, lo elesse a suo consigliere e amico oltre che Barone dell'Impero. Il medico lo ricambiò con una fedeltà assoluta

Malgrado il suo scetticismo Napoleone, comunque si faceva curare dal miglior medico di Francia

Corvisart seguì Napoleone durante tutta la sua epopea e fu presente in alcuni momenti importanti come quello del parto di Maria Luisa.




La nascita del re di Roma si presentava difficile e pericolosa. I medici presenti esitavano, non volevano procedere senza la presenza di Corvisart. Napoleone non ebbe dubbi, operare immediatamente, cercare di salvare a tutti i costi la madre anche a scapito del bambino.

Il neonato Aiglon venne poggiato per terra esanime. Arrivò trafelato Corvisart che cominciò a massaggiare il piccolo fino a farlo riprendere, fino a farlo vagire. La discenenza di Napoleone era salva!

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Altri due medici furono importanti nella vita di Napoleone. Entrambi furono protagonisti nell'ultima parte della vita dell'Imperatore durante l'esilio a Sant'Elena.

Il primo fu O'Meara, medico irlandese che fu poi allontanato dall'isola perché accusatodi simpatizzare per l'Imperatore.

Napoleone-and-O'Meara
Napoleone e O'Meara


Come quasi tutti i testimoni dell'esilio di Napoleone, anche O' Meara scrisse le sue memorie.

In un passo O'Mera afferma:

"Napoleone si cura malvolentieri, perché non ha alcuna fede nella medicina"


Quando poi Gorgaud si ammala Napoleone chiede notizie a O' Meara. Il medico gli risponde di aver prescritto un farmaco al che l'Imperatore risponde:

" Farebbe meglio a mettersi a dieta per qualche giorno e bere molta acqua. Questi medici non valgono uno zero
".

medico napoleone

Infine Francesco Antonmarchi, il medico che assistì Napoleone fino alla sua morte.

Antonmarchi era Corso come l'Imperatore. Egli accettò di recarsi  a Sant'Elena sollecitato dalle premure della madre di Napoleone, Letizia Ramolino.

Antonmarchi era un buon medico che ebbe un ottimo rapporto con Napoleone. Fu proprio Antonmarchi ad eseguire l'autopsia sul corpo dell'Imperatore ed è il proprio il medico corso che ci ha fornito la causa della precoce dipartita: cancro allo stomaco.

Conclusioni

Un uomo di un'apertuta mentale ecezionale che non si fidava della scienza medica. Difficile spiegare questo atteggiamento di Napoleone. Una mia idea è che forse il futuro Imperatore restò scosso dalla precoce morte del padre e dalla impossibilità della scienza medica a trovare cure adatte ed efficaci. Probabilmente Napoleone maturò l'idea che i medicamenti erano solo dei palliativi.

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Quotes of the day - 25 settembre

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lunedì, settembre 18, 2017

Un Napoleone innamorato

Maria Walewska


Così Napoleone scrive a Maria Walewska. 

" Maria, mia dolce Maria, il il mio pensiero è per te, il mio primo pensiero è rivederti.

Tornerai non è vero?

Me lo hai promesso!

Altrimenti l'Aquila volerebbe a te.

Ti vedrò a pranzo, te lo dice l'amico. Degnati di accettare questo mazzo di fiori: possa egli divenire un misterioso legame e stabilire un vincolo segreto tra noi, in mezzo alla folla che ci circonda.

Esposti agli sguardi della moltitudine potremo capirci.

Quando porterò la mano sul cuore, saprai che esso è tutto pieno di te, e, per rispondere tu premerai sul seno i tuoi fiori.

Amami mia dolce Maria e che la tua mano non si stacchi mai dai tuoi fiori."