venerdì, luglio 15, 2016

Napoleone e l'Apocalisse di San Giovanni. Una mirabile definizione di Goethe

napoleone bonaparte

Goethe definisce Napoleone


Tra le tante definizioni che hanno accompagnato Napoleone ve ne sono alcune che più di altre mi hanno colpito.

In questo caso è Goethe che esprime il suo giudizio sull'Imperatore:

" La leggenda di Napoleone mi par simile all'Apocalisse di San Giovanni. Ognuno intuisce che vi è in esso un contenuto nascosto, ma nessuno sa quale"

Come non essere d'accordo. Da qualunque punto di vista si guardi all'opera di Napoleone, sia che lo si voglia giudicare come militare e stratega, sia lo si voglia inquadrare come politico e legislatore si ha sempre l'impressione di non riuscire a cogliere interamente il suo genio.

Qualcosa resta sempre nascosto.

Un vero e proprio mistero che affascina.

Sono passati quasi 200 anni dalla morte di Napoleone. Il tempo giusto per l'oblio. Per Napoleone ciò non accade. Vengono pubblicati nuovi libri, escono nelle sale cinematografiche nuovi film a lui dedicati o che comunque sullo sfondo hanno la sua imponente figura.

Anche le televisioni hanno dedicato serie tv e sceneggiati all'Imperatore.

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Non parliamo, poi del fitto commercio. I cimeli storici vanno a ruba e vengono venduti all'asta per cifre iperboliche.

Gadget napoleonici vengono offerti online e nei luoghi simbolo della vita di Napoleone a Parigi, all'Elba ad Ajaccio.

napoleone a cavallo


Un mito, quello di Napoleone che non conosce fine.
Qual è la spiegazione di tutto ciò?


La chiave del mistero è forse proprio nelle parole di Goethe.

C'è ancora qualcosa di nascosto nella vita e nelle opere di Napoleone, qualcosa che si intuisce esistere, ma che è inafferabile.

Il personaggio Bonaparte affascina da qualunque angolazione lo si voglia guardare.

Il condottiero invincibile ha portato innumerevoli studiosi dell'arte militare ad esaminare le sue battaglie, a considerare la sua tattica, le sue strategie vincenti.

Il mistero Napoleone


Eppure tutti sono concordi che Napoleone non fu un innovatore. Le tattiche militari che seguiva non era nuove, ma l'applicazione geniale di Bonaparte le rendeva tremendamente efficaci.

Il tratto comune a tutte le sue battaglie era che bastava la sua presenza a determinare la vittoria. I soldati ammiravano Napoleone e lo ritenevano più che un dio una sorta di supereroe invincibile capace di vincere qualsiasi battaglia.

Le marce forzate, le abili manovre, il dividere le forze nemiche, la capillare organizzazione sono tutte ragioni valide delle vittorie militari di Napoleone, ma non sufficienti a spiegarle completamente.

Nella prima campagna d'Italia, quando giovane ventisettenne Napoleone si pone al comando dell'esercito nessuna poteva presagire il suo genio.

Analizziamo gli elementi.

Napoleon portrait



Napoleone ha alle sue dipendenze un esercito di 40.000 uomini male equipaggiati, col morale sotto i tacchi e stanchi. Egli è un giovane generale senza alcuna esperienza in una campagna militare di tale portata.

I nemici erano quasi il doppio di numero, meglio equipaggiati.

Il Direttorio non forniva a Napoleone altri mezzi poichè puntava alla vittoria in Germania e ritenea quello italiano un fronte secondario.

Le premesse erano raccapriccianti. Eppure Napoleone in pochissimo tempo sconfisse i Piemontesi e vari eserciti austriaci che piombavano in Italia!

La storia ha dell'incredibile e tutte le spiegazioni che possiamo dare sull'abilità dei soldati francesi, sul non essere mercenari non basta.

Il genio di quest'uomo si rivela in maniera fulminante e inaspettata.

Altrettanto sorprendente il carisma che Napoleone esercita sulle truppe. I soldati lo prendono subito a ben volere, lo recepiscono come uno di loro, lo battezzano "Piccolo Caporale", hanno totale fiducia in lui e nelle sue abilità.

Questo tratto di fedeltà resterà immutato per tutti quasi 20 anni di dominio napoleonico.
I soldati non tradirono mai il loro Imperatore. Vive l'Empereur fu un grido che non si estinse mai.

Napoleone Bonaparte



E quando nel 1840 le spoglie mortali di Napoleone ritornarono in Francia una folla immensa lo accolse e la gran parte erano suoi soldati.


Le parole di Goethe a distanza di 200 anni dalla morte di Bonaparte suonano attuali. ancora oggi, malgrado ci siano stati migliaia di studi  e di considerazioni.
Resta un mistero che è quello dell'uomo, del suo genio, delle sue capacità innate, del suo elevarsi al disopra di ogni potente della terra.

Il mistero di Napoleone non è stato completamente svelato.

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