mercoledì, dicembre 21, 2011

Napoleone e la pratica della tortura

Napoleone e la tortura

Quale era il pensiero di Napoleone riguardo alla tortura?

Bonaparte era uomo di potere, un sovrano il cui governo si reggeva anche sul perfetto controllo dello Stato. Napoleone attraverso Fouché e Savary nel tempo ministri della polizia generale era in grado di sapere tutto ciò che avveniva in Francia. 


generale bonaparte


Nulla gli sfuggiva, possibili complotti, doppiogiochismo, tradimenti. Il metodo sviluppato da Fouché era tutto incentrato su una capillare distribuzione di spie che lo mettevano al corrente di ciò che accadeva a Parigi e in Francia.

E' immaginabile che i metodi di coercizione ogni volta che un sospetto veniva catturato potevano ben comprendere atti di tortura.

D'altra parte nessuno si sarebbe sorpreso. Napoleone era dipinto come un orco assetato di sangue, un uomo disposto a sacrificare sull'altare della propria gloria la vita di migliaia di persone.


console napoleone


Nulla di più naturale ammettere che nella Francia napoleonica la tortura venisse ammessa e praticata.

Queste supposizioni sono del tutto errate.

Napoleone aborriva la tortura. Certo ciò non può escludere che la stessa non venisse praticata, ma il pensiero di Bonaparte era ben preciso in proposito.

Ecco un'ordinanza emessa da Napoleone all'epoca della Prima Campagna d'Italia quando era solo un generale in cerca di affermazione.


Queste le parole dell'Imperatore:


"l' abitudine barbara di percuotere la gente, per strappare loro segreti, deve cessare.Far subire interrogatori con la tortura, ha per solo risultato che gli sventurati dicono quel che loro viene in mente o quel che credono da noi desiderato. Proibisco di adoperare un mezzo rifiutato dall'umanità e dalla ragione".


In queste parole non si può non scorgere tutto lo spirito napoleonico.


imperatore dei francesi


Uomo pratico, Napoleone giudica la tortura inutile. I torturati, al solo scopo di far cessare le sofferenze a loro inflitte confesserebbero di tutto. 

Napoleone giudica i risultati che potrebbero derivare dalla pratica della tortura e li reputa del tutto inefficaci.

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La ragione sancisce l'inefficacia, l'umanità la condanna.

Ecco il Napoleone pensiero espresso al meglio. Non c'è dubbio che se razionalmente, dalla tortura si potevano trarre dei benefici, Napoleone l'avrebbe accettata. Bonaparte avrebbe fatto valere le ragioni della "testa" rispetto a quelle del cuore.
Bonaparte, però non era crudele, per cui mai avrebbe accettato di torturare qualcuno senza scopo alcuno.

Viene smontata così la teoria dell'uomo senza scrupoli, dell'orco assetato di sangue. 


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